6 maggio 2006
Il ritorno dei The Zoo - Moto Rock As • Mozzate ( Como )
Dopo essere stati lontani dalle scene italiane per oltre un anno, ritornano i The Zoo, tribute band rivelazione nel panorama hard rock nazionale. Invocati dai fans e dalla stampa locale più accreditata, i The Zoo si presentano sul palco del Moto Rock As con una line up nuova di zecca, fatta eccezione per le due colonne portanti del gruppo: Roby Wild Jaguar alla voce e Ivan Big Bear alla chitarra solista. «Abbiamo deciso di concederci una pausa per sistemare alcune cose. Ma state tranquilli! I The Zoo torneranno più carichi di prima!». Così Roby rispondeva ai numerosi fans sull'improvvisa scissione del gruppo, che si è esibito per l'ultima volta il 18 febbraio 2005 al Transilvania Live di Cremona. Da allora sono trascorsi diversi mesi, ma l'attesa è stata ben ripagata con l'impeccabile performance del Moto Rock As. Fin dai primi minuti del soundcheck si è stati coinvolti dalla potenza e dalla nitidezza del suono che ha caratterizzato canzoni quali Alien Nation , Deep And Dark e Can't Live Without You , merito anche di un ottimo impianto audio messo a disposizione dal locale. Il soundcheck è stata più che altro l'occasione per conoscere i nuovi membri del gruppo, Fabio (batteria), Efrem (basso) e Alessio (chitarra ritmica), il cui entusiasmo si è perfettamente integrato nello spirito adrenalinico del gruppo. Inaspettata, ma gradita, è stata poi la visita di Mauro e Frank, ex membri dei The Zoo, arrivati a Mozzate per sostenere i loro ex compagni . Dopo una cena veloce e qualche birra scolata con gli amici, ecco giunta l'ora del concerto tanto atteso, che ha fatto registrare una considerevole affluenza di pubblico già prima del soundcheck, con tanto di fans piazzati sotto il palco. Sotto lo sguardo attento di un Jimi Hendrix dipinto sul muro, quasi a voler controllare il palco situato ai suoi piedi, i The Zoo si sono imposti al grande pubblico con una tracklist appositamente studiata per l'evento. Come ha dichiarato Roby, «per questa speciale occasione abbiamo scelto una scaletta relativamente breve, una sorta di assaggio che anticipa quelli che saranno i nostri concerti futuri; per noi stasera è importante sbloccare la band inaugurandone un nuovo ciclo di vita». E dopo l' Intro che, come da tradizione, introduce la band sul palco, ecco Ivan Big Bear aprire le danze con Alien Nation , da tempo brano d'apertura dei loro concerti, seguito da Coming Home e Loving You Sunday Morning . Dopo un breve stacco nel quale Roby annuncia con un pizzico di orgoglio e soddisfazione «Benvenuti allo Zoo! Siamo tornati!» , è la volta di Pictured Life , Can't Live Without You e Always Somewhere , «pezzo leggero come una piuma, dedicato a tutti gli innamorati». Chiusa momentaneamente la parentesi dedicata ai grandi successi degli Scorpions anni Ottanta, i The Zoo propongono due brani presi da Unbreakable , ultima fatica discografica dei maestri tedeschi: Deep And Dark e Love 'em Or Leave 'em , con uno scatenato Roby in giro fra i tavoli per incitare al coro il pubblico presente. Qualche minuto di pausa, giusto il tempo di presentare ufficialmente la band, per poi ributtarsi nel puro hard rock con la magnifica strumentale Coast To Coast , seguita a ruota da Tease Me Please Me e Rhythm Of Love . Seguono poi nell'ordine Bad Boys Running Wild , Rock You Like A Hurricane , arrangiata nella versione Hurricane 2000 dell'album Moment Of Glory , Blackout e Dynamite . Ci si avvicina alla fine del concerto, che riserva però altri due brani storici: The Zoo , canzone che dà il nome alla band, e Big City Nights , un omaggio alla grandiosa notte di Mozzate. Sotto uno scrosciare di applausi, vengono richiesti molti bis che impegnano nuovamente i The Zoo con Deep And Dark , Loving You Sunday Morning e Can't Live Without You . Ma le sorprese non sono ancora finite! Prima di salutare il pubblico e posare a terra gli strumenti, Ivan Big Bear improvvisa il ritornello di Holiday in versione acustica! Un po' preso alla sprovvista, Roby inizia a cantare trascinato dalla folla che a squarciagola intona «Longing for the sun! You will come! On the island without name!». A Fabio, Efrem e Alessio non resta che sorridere e applaudire! I The Zoo ritornano sulla scena live dimostrando un carisma e un impatto scenico che poche tribute bands sanno manifestare dal vivo. Il concerto di Mozzate conferma pertanto quei valori tecnico-artistici che già si erano precedentemente evidenziati nei concerti della band: capacità tecnica ineccepibile, perfetta tenuta del palco, massima fedeltà d'esecuzione nel rispetto dei brani originali . Chi come il sottoscritto ha seguito i The Zoo fin dai loro esordi, non può non notare l'evoluzione tecnica di questa tribute band che, passo dopo passo, è riuscita a costruirsi una propria identità artistica e musicale, che traspare soprattutto nella passione e nella determinazione che sa trasmettere quando è sul palco.
Relatore: Gabriele «The Fan N. 1» Benfatti (Mantova)
Sono le 22.30,e alla Sfinge calano le luci. E’ di scena l’unica Tribute band italiana dedicata agli Scorpions, i “The Zoo”.
Già forti del successo riscontrato sui numerosi palchi milanesi e nelle varie manifestazioni dedicate ai tributi,i The Zoo si fanno assoluti protagonisti della serata bresciana nell’insegna dell’adrenalina,delle sonorità energiche,ma anche della poesia e del romanticismo.
E’ tutto pronto. Le note tuonanti della loro Intro catturano l’attenzione dei presenti ed al comando “Welcome to the Zoo”,irrompe nell’atmosfera Alien Nation seguita dall’immancabile Coming Home. E’ la volta della splendida Picture Life,canzone hit del repertorio Scorpions degli anni 1977/1980, e qui proposta in maniera esemplare. Si passa poi a Don’t Stop At The Top,No One Like You e la godibilissima Can’t Live Without You, con la classica introduzione che incalza il pubblico. Dopo un inizio all’insegna del rock puro,ci si lascia andare alle sfumature nostalgiche ed amorose con le melodiche Always Somewhere e The Rhythm Of Love,seguite a ruota dall’ottima Passion Rules The Game. Tocca poi a Make It Real ad animare i numerosi ragazzi che si sono nel frattempo piazzati sotto il palco. Le sonorità della Sfinge ritornano nuovamente malinconiche con l’insuperabile We’ll Burn The Sky,forse una fra le più belle ballate degli Scorpions,in grado di unire il poetico riff acustico iniziale alle metalliche esplosioni delle chitarre nel canto. Soprattutto qui,la voce di Roby ricalca fedelmente le impostazioni vocali di Klaus Meine,per poi chiudersi in un silenzio totale quando i successivi bicordi incrociati di Coast To Coast irrompono sul palco,chiudendo la prima parte del concerto. Una manciata di minuti,e si riprende con Rock You Like A Hurricane,Tease Me Please Me ed Holiday,pescata direttamente nel repertorio Scorpions di “Acustica”. E’ la volta della magnifica Still Loving You,nella quale Roby fornisce una prestazione canora pressoché perfetta,per poi tornare al classico rock duro con Bad Boys Running Wild,Blackout e la travolgente Dynamite. Si abbassano le luci,un attimo di pausa,ed è il turno della intramontabile Wind Of Change,sempre presente nei concerti dei maestri tedeschi. Ci si avvicina alla fine della serata,che però riserva ancora altre due perle della discografia Scorpions degli anni ottanta: The Zoo e Big City Nights.
Veramente un ottimo concerto,che riprende tutte le tappe principali della carriera degli Scorpions,spaziando dal 1977 al 2001 con brani di notevole impatto musicale. I The Zoo sono una grande Tribute Band, una realtà italiana nel panorama hard rock che merita seriamente di essere tenuta in considerazione. Relatore : Gabriele Benfatti (Mantova)
D:Devo che sono rimasto davvero colpito favorevolmente dal vostro demo sia per come è stato realizzato sia a livello interpretativo complimenti davvero, come mai avete scelto il periodo più recente della produzione degli Scorpions?
R: Per prima cosa,desideriamo ringraziarti dei complimenti e della recensione alquanto positiva nei nostri confronti che è pubblicata sulle vostre pagine web.
Ritornando alla domanda,diciamo che abbiamo scelto il periodo intermedio (cioè gli anni 80) del combo tedesco,in quanto a nostro parere ma anche a detta di molti fan e non…è stato quello che li ha fatti conoscere maggiormente al pubblico su scala mondiale. D: Personalmente parlando avrei anche inserito qualche cover del periodo Roth con brani come “Pictured life””Polar night”o “Virgin Killer” che ne dite?
R: Eheheh….allora sei un intenditore eh???Ottima scelta!!!
Ci ricolleghiamo alla risposta precedente….Brani come Picture life - Virgin Killer,ecc….vengono eseguiti a nostro piacimento nei live comprendenti anche pezzi più o meno conosciuti…cosa molto apprezzata dai veri appassionati Scorpions’ fans D: La scelta degli Scorpions come band da tributare è stata casuale ?
R: No,avevamo l’intenzione e la voglia di formare una tribute band diversa dal solito…ci sono molte copie delle copie in giro.. oltre tutto valide!!!!Però proprio per questo motivo abbiamo scelto di riunire grinta ed energia dei brani più tirati
con la melodia e la dolcezza delle ballate…e quale gruppo migliore (secondo noi) dell’Hard & Roll come gli Scorpions poteva avere queste determinate caratteristiche? D: Come definireste l’ultimo periodo della band tedesca?
R: Gli anni 90 (la cosiddetta terza decade della band) li ha portati ad intraprendere strade e percorsi diversi dalla loro matrice…specialmente per quanto riguarda il disco Eye to Eye…sentitamente pop…è anche vero che dopo 30 anni di stimatissima carriera un artista si può anche permettere di variare e spaziare su quello che gli piace e che desidera fare!
In ogni caso: tanto di cappello!! Da parte nostra possiamo dire di averli visti dal vivo nel 2003 e assolutamente hanno lo stesso “tiro” di una volta!!!Klaus compreso in assoluto!!!
P.S.: Oltretutto hanno suonato i brani che tutti si aspettano di sentire…quindi andate a vederli dal vivo..meritano ancora!!! Aspettiamo con ansia di ascoltare il prossimo disco che è previsto per la primavere del 2004. D: Ho notato nella scaletta del vostro l’assenza di uno dei brani più belli scritti da Klaus Meine e cioè “Wind of change”come mai?
R: Abbiamo intenzione di “tuffarci” nuovamente in studio di registrazione per incidere un nuovo demo di sole ballads,tra cui Wind of Change. ..Cerchiamo di accontentare tutti… D: E' una domanda che sono solito fare ai gruppi tributi come il vostro, qual è in assoluto il brano con cui incontrate difficoltà ad interpretare?
R: E’ complicato darti una risposta ben precisa….diciamo che tutto il repertorio che eseguiamo è difficile da interpretare,ma ogni volta che saliamo su di un palco diamo sempre il massimo di noi stessi per proporlo al meglio…per non parlare della sala prove…prima di presentare un “nuovo” pezzo al nostro pubblico,lo maciniamo per bene…anche perché la gente si aspetta di vedere e sentire una tribute band non una cover band!! D: Permettetemi di fare una domanda a Roby un po’ cattivella in percentuale quanto c’è do costruito nella tua voce per essere così simile a livello di tonalità a quella di Klaus Meine ?
R: Non è assolutamente cattiva…anzi fai bene a farmela!E ti rispondo molto volentieri dicendoti che non c’è niente di costruito è tutto naturale!!!Ed è un onore sentirsi dire certe cose….
Il resto del gruppo:
E se non ci credi vieni a sentirlo dal vivo!!!! D: Avete contatti con gli Scorpions?
R: Stiamo cercando di essere riconosciuti dal loro menagement. D: Una domanda al chitarrista potresti descrivermi il tuo stile come ti definisci come chitarrista un guitar hero oppure un istintivo ?
R: Mi definisco un istintivo, però proprio perché questo è un tributo, ritengo che bisogna essere più fedeli all’originale…quindi c’è poco spazio per l’improvvisazione. In un tributo la capacità e la bravura stanno proprio nell’emulare al meglio tutte caratteristiche presenti nella band originale. D: Sapresti dirmi quali sono le differenze principali tra Uli John Roth e Mattias Jabs?
R: Roth ha un’impostazione più classica e il suo suono si rifà molto ai gruppi della scena anni 70.
Jabs ha un’impostazione blues che sfocia nel rock più attuale. D: Cosa avete in programma attualmente ?
R: Cercare di farci conoscere il più possibile attraverso le nostre date live e perché no…vista la tecnologia…via internet con il nostro sito sempre aggiornato e i vari spazi come il vostro. Inoltre abbiamo in mente di ripescare altri brani riguardanti gli anni 70 e proporli quanto prima live!!! D: Nel vostro cassetto c’è il sogno di diventare una band originale oppure siete soddisfatti così?
R: Il progetto tributo ci porta via tantissimo tempo…e per fortuna ci sono i risultati positivi(e sono quelli che contano…) che rendono il tutto meno faticoso. Non ci stiamo assolutamente arenando... anzi… abbiamo molte idee nella testa..Roby in primis (la carica a molla del gruppo!!). Non è detto che intraprenderemo anche la strada “inedita”. D: Bene siamo giunti al termine dello spazio volete aggiungere qualcosa?
R: Di cose da dire ce ne sono veramente tante….ma non vogliamo dilungarci troppo… Abbiamo un obbiettivo ben definito che è quello come dicevamo prima di farci riconoscere come la prima tribute band ufficiale Italiana dedicata agli Scorpions e speriamo di conquistarlo presto. Sicuramente suonare, suonare e ancora suonare tanto dal vivo per allargare i nostri orizzonti e i nostri fan (che cominciano ad essere molti…bene, bene)-anzi ne approfittiamo per dire a tutti che se volete ascoltarci o contattarci per venire a suonare dalle vostre parti non fate altro che entrare nel nostro sito www.thezoo.it e spedirci una mail.
E visto che ci siamo….sarebbe bello suonare a Roma….voi che ne dite????
Ciaoooooooooo dallo Zoo!!!!!!!!!!!
6-9-2003 : THE ZOO
Questa sera al Sitting Bull sono di scena i The Zoo, pronti a ribaltare il pub certosino con la loro adrenalina e a riportare in auge i più noti successi degli scorpioni tedeschi!
Non a caso la band sceglie di proporre i brani più hard rock del combo tedesco e appartenenti in massima parte alla discografia anni ’80: si va da “Alien Nation” a “Black Out”, da “No One Like You” a “Bad Boys Running Wild”, i sempre piacevoli lentoni “Wind Of Change” e “Still Loving You”, senza dimenticare le celeberrime “Rock Like A Hurricane” e “Big City Nights”.
I The Zoo scelgono di non rielaborare i brani ma di riproporre intatto lo spirito e il dinamismo degli originali, con risultati assolutamente ottimi. L’esperienza on stage c’è e si vede tutta, i nostri, sornioni e trascina folle, non mancano di cavalcare alla perfezione le emozioni del pubblico che si lascia coinvolgere cantando a squarciagola e ballando.
Il mio personale elogio va al singer della band, il cui timbro vocale e la sua presenza ricordano Klaus Meine in maniera impressionante.
La serata è davvero ben riuscita, grazie The Zoo!!!
Tratto da: www.tempi-duri.it
Non poteva certo mancare una band tributo agli Scorpions e I The Zoo assolvono il compito in maniera egregia. In questo demo a sette tracce il gruppo riprende il periodo più recente della produzione dei tedeschi, a partire da Blackout in poi.Quello che sorprende è la similitudine della voce di Roby, il quale possiede la stessa tonalità di Klaus Meine,pur non possedendone il carisma e la potenza ma tutto il gruppo si mostra all’altezza della situazione dandoci la possibilità di gustare appieno la grandeur di un gruppo che tra i primi sono riusciti a creare un mercato nella fredda Russia,(all’epoca Unione Sovietica)ultimamente gli Scorpions sono caduti in disgrazia artisticamente parlando e certo fa molto piacere ascoltare un lotto di canzoni che hanno reso famosi Klaus Menie e soci,non mancano alcuni momenti diciamo così negativi ma che possono essere tranquillamente trascurati ma per dovizia d’informazione vi dico che in “Can’t live without you” la voce di Roby (forse per un fatto di pronuncia)
decade leggermente ma è talmente alta la qualità di tutto il resto che questo particolare non preclude la buona impressione generale che ho avuto ascoltando questo ottimo demo.
Stefano Bonelli
I The Zoo sono l’unica band italiana dedita ad un tributo agli Scorpions, un nome che di certo non ha bisogno di presentazioni, un’icona del rock tedesco che tuttavia ha saputo influenzare notevolmente anche tutto il successivo movimento metal sia in patria che fuori.
La recente svolta pop dello Scorpione ha fatto sì che la band cadesse un po’ nel dimenticatoio, ma i The Zoo si dedicano (come potete vedere dalla titletrack) proprio a quei brani più grintosi, energici e squisitamente hard rock che hanno segnato in maniera indelebile la carriera dell’ensamble tedesco.
In questo “Alive In Moon House”, demo registrato dal vivo, propongono i pezzi mantenendo completamente intatta tutta la carica degli originali, che forse non vengono personalizzati ma preservano quell’incredibile scarica di adrenalina. Una band sicuramente da palcoscenico (parola di chi li ha visti dal vivo), capace di divertire e di portarci un po’ indietro nel tempo.
Un applauso a scena aperta va poi al singer Roby Wild Jaguar, la cui voce è sorprendentemente simile a quella di Klaus Meine. Un ottimo esempio di come non limitarsi a scimmiottare un artista, ma a farne propria l’espressività e lo stile.
Il senza voto a fondo pagina è come sempre motivato dallo stato di cover band dei nostri (non mi sembra logico avanzare giudizi numerici verso chi non suona brani propri) ma l’impressione datami dai The Zoo è certamente ottima. Se potete venite a vederli dal vivo, è la loro dimensione ideale…impossibile non divertirsi e non lasciarsi trascinare!